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Antonio Cabrini: «Al Gran Galà Tanta Juve, Ma Attenzione All’Atalanta…»

Antonio Cabrini: «Al Gran Galà tanta Juve, ma attenzione all’Atalanta…»

«Nel calcio esistono delle leggi precise, chi vince e arriva al traguardo per primo è sempre il più forte». Antonio Cabrini, Campione del Mondo con l’Italia nel 1982 e difensore della Juventus dal 1976 al 1989, non ha dubbi sul fatto che anche nella stagione passata i bianconeri abbiano meritato ampiamente di vincere lo Scudetto, nonostante l’entusiasmante gioco del Napoli. E che tale supremazia debba essere riconosciuta nel modo giusto anche il 3 Dicembre sul palco del Gran Galà del Calcio.

Lei ha fatto parte di una delle Juventus più forti di tutti i tempi. Vede delle similitudini con quella che sta dominando da sette anni in Italia?
La grande certezza che la Juventus ha, e ha sempre avuto, è il suo DNA vincente. Quello resta sempre lo stesso. È una filosofia di squadra e di società, è la volontà di essere sempre protagonisti, è questo che accomuna la mia Juve a quella di oggi. Un modo di concepire il calcio strutturato nella dirigenza che viene poi trasmesso ai giocatori, avendo cura di scegliere sempre le persone giuste.

I giocatori della Juventus, per forza di cose, da un po’ di anni monopolizzano i premi del Gran Galà del Calcio. Forse solo l’anno scorso c’è stata una squadra che gli ha tenuto testa: il Napoli. Secondo lei chi meritava lo Scudetto?
Chi vince ha sempre ragione. Poi è normale che durante la stagione una squadra possa giocare meglio dell’altra. Sarri a Napoli ha dimostrato di saper trasmettere alla squadra la sua consapevolezza, che è quella di imporre sempre il proprio gioco. È riuscito a trasformare il Napoli in una squadra vincente e divertente.

Non solo Juve e Napoli, perché tante altre squadre hanno fatto bene la stagione passata. Quali giocatori l’hanno impressionata di più?
Una squadra che io premierei per il gioco espresso è l’Atalanta, che è stata completamente trasformata dal suo allenatore Gasperini. Come giocatori invece dico il “Papu” Gomez: lui per me non è affatto una sorpresa, è da diverso tempo che sta facendo bene. Se devo scegliere altri nomi voto per Dzeko della Roma e Milinkovic-Savic della Lazio.

Lei è stato per cinque anni l’allenatore della Nazionale femminile. Che cosa lo ha conquistato di più del calcio femminile?
È un movimento che ha tanta voglia di crescere, ma purtroppo lo sta facendo molto lentamente. Si sono dette tante cose, ma i fatti sono stati inferiori alle aspettative; non c’è ancora quell’apertura mentale necessaria per lanciare il calcio femminile ad alti livelli. Ma attenzione, ci sono state anche prese di posizione sbagliate all’interno del movimento femminile, a volte c’è una mentalità troppo dilettantistica.

Bonansea e Guagni sono le ultime due calciatrice a essere state premiate al Gran Galà del Calcio. Oltre a queste campionesse, ce ne sono altre che possono ambire alla premiazione del 2018?
Aurora Galli e Martina Rosucci della Juventus e Manuela Giugliano del Milan. Quella che però negli ultimi anni ha avuto la crescita più importante, sia mentale che tecnica, è senza dubbio Barbara Bonansea.

Lei ha vinto tutte le competizioni UEFA esistenti alla sua epoca, per questo non può mancare una domanda anche sulla Champions League. Per la prima volta dopo tanti anni una squadra italiana, la Juventus, sembra partire favorita per la vittoria finale. È d’accordo?
A mio avviso è una delle favorite, non la favorita numero uno. Nella Champions League più vai avanti e più diventa difficile; dagli ottavi in poi ci sono due partite secche, andata e ritorno, e anche ai più forti può capitare di sbagliare una gara. La Champions a volte è un terno al lotto. Sicuramente è stato costruito un gruppo importante, messo insieme per arrivare fino in fondo. Ritengo che, come nomi, questa sia la Juve più forte degli ultimi sette anni. Forse è sbagliato anche parlare di una sola Juve, perché è una doppia squadra con una panchina profondissima.

Quali sono gli avversari più temibili in Europa?
Liverpool, Bayern Monaco, Real Madrid e Barcellona. Mi piacerebbe anche aggiungere una squadra italiana, il Napoli, perché Ancelotti può portare la mentalità giusta.

Per concludere le chiedo la sua personale TOP 11 della stagione passata.
Alisson; Cancelo, Koulibaly, Romagnoli, Spinazzola; Milinkovic-Savic, Pjanic, Hamsik; Dybala, Gomez, Dzeko. All. Gasperini.

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